ACC Meeting
American Heart Association
Associazione Silvia Procopio

Associazione dei tradizionali fattori di rischio cardiovascolare con il tromboembolismo venoso


Molte controversie circondano l'associazione tra tradizionali fattori di rischio di malattia cardiovascolare e tromboembolismo venoso ( VTE ).
È stata condotta una meta-analisi di 9 studi prospettici con fattori di rischio misurati al basale di malattia cardiovascolare ed eventi tromboembolici venosi convalidati.

Sono state ottenute le stime per tromboembolismo venoso generale, tromboembolismo venoso provocato ( VTE in presenza di 1 o più fattori di rischio di VTE confermato ) e tromboembolismo venoso non-provocato, embolia polmonare, trombosi venosa profonda.

Gli studi hanno incluso 24.865 partecipanti con 4.910 eventi tromboembolici venosi che si sono verificati nel corso di un follow-up medio di 4.7-19.7 anni per studio. 
Gli hazard ratio aggiustati per età, sesso e indice di massa corporea ( BMI ) per tromboembolismo venoso complessivo sono stati 0.98 per l'ipertensione, 0.97 per l’iperlipidemia, 1.01 per il diabete mellito, e 1.19 per il fumo.

Dopo completa correzione, queste stime sono risultate numericamente simili.

E' stata osservata un'associazione inversa per la pressione sistolica ( hazard ratio, HR=0.79 alla pressione sistolica di 160 vs 110 mm Hg ), ma non per la pressione diastolica o misure lipidiche con tromboembolismo venoso.

Un dato importante emerso dalle analisi di sottotipo di tromboembolismo venoso è stata l’associazione tra fumo di sigaretta con il tromboembolismo venoso provocato, ma non con il tromboembolismo venoso non-provocato.

Gli hazard ratio integralmente aggiustati per le associazioni tra fumo corrente e tromboembolismo venoso provocato e non-provocato sono stati, rispettivamente, 1.36 e 1.08.

Fatta eccezione per l'associazione tra fumo di sigaretta e tromboembolismo venoso provocato, potenzialmente mediata da condizioni di comorbidità come il cancro, i fattori di rischio cardiovascolare modificabili tradizionali non sono risultati associati a un aumentato rischio di tromboembolismo venoso. 
Una più alta pressione arteriosa sistolica ha mostrato una associazione inversa con tromboembolismo venoso. ( Xagena2017 )

Mahmoodi BK et al, Circulation 2017; 135: 7-16

Cardio2017



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