52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Aggiornamenti in aritmologia
Associazione Silvia Procopio

Atopaxar nel trattamento dei pazienti con malattia coronarica


La trombina è un mediatore chiave dell’attivazione piastrinica. Atopaxar è un antagonista reversibile di PAR-1 ( protease-activated receptor-1 ), che interferisce con gli effetti piastrinici mediati dalla trombina.

Lo studio di fase II LANCELOT-CAD ( Lessons From Antagonizing the Cellular Effect of Thrombin-Coronary Artery Disease ) ha esaminato la sicurezza e la tollerabilità della terapia prolungata con Atopaxar nei soggetti con coronaropatia.

Soggetti con una storia qualificante sono stati assegnati in modo casuale, in doppio cieco, a 3 regimi di dosaggio di Atopaxar ( 50, 100 o 200 mg al giorno ) oppure placebo per 24 settimane e seguiti per altre 4 settimane.

L’endpoint chiave di sicurezza era il sanguinamento in accordo con le classificazioni CURE ( Clopidogrel in Unstable Angina to Prevent Recurrent Events ) e TIMI ( Thrombolysis in Myocardial Infarction ).
Gli obiettivi secondari includevano aggregazione piastrinica ed eventi avversi cardiaci maggiori.

Hnano preso parte allo studio 720 pazienti.

I tassi generali di sanguinamento hanno mostrato tendenza a essere più alti con Atopaxar rispetto a placebo secondo i criteri CURE ( placebo, 0.6%; Atopaxar, 3.9%; rischio relativo, RR=6.82, P=0.03; 50 mg, 3.9%; 100 mg, 1.7%; 200 mg, 5.9%; P per la tendenza=0.01 ) e i criteri TIMI ( placebo, 6.8%; Atopaxar, 10.3%; rischio relativo, RR=1.52, P=0.17; 50 mg, 9.9%; 100 mg, 8.1%; 200 mg, 12.9%; P per la tendenza=0.07 ).

Non sono emerse differenze nel sanguinamento maggiore.

Gli eventi avversi cardiaci maggiori sono risultati numericamente più bassi nel gruppo Atopaxar.

Tutti i regimi con Atopaxar hanno raggiunto alti livelli di inibizione piastrinica.

Nei gruppi di trattamento con le più alte dosi di Atopaxar sono stati riscontrati: aumento transitorio delle transaminasi epatiche e prolungamento dose-dipendente del QTc senza complicazioni apparenti.

In conclusione, in questo studio di dose-ranging su pazienti con malattia dell’arteria coronaria, il trattamento con Atopaxar ha prodotto inibizione piastrinica, più sanguinamento minore e meno (dal punto di vista numerico ma non da quello statistico ) eventi ischemici.
Sono necessari studi su più ampia scala per determinare se questi pattern si traducono in effetti clinicamente significativi. ( Xagena2011 )

Wiviott SD et al, Circulation 2011; 123: 1854-1863


Farma2011 Cardio2011


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