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Complicanze emorragiche nei pazienti con anemia ed infarto miocardico acuto


L’anemia è stata recentemente associata ad un aumento della mortalità tra i pazienti sottoposti ad un intervento coronarico percutaneo ( PCI ).

Uno studio ha cercato di determinare se i pazienti con anemia ed infarto miocardico acuto ( IMA ) siano a più alto rischio di sanguinamento o di shock cardiogeno durante ospedalizzazione rispetto ai pazienti privi di anemia ma con IMA.

Lo studio di popolazione ha coinvolto 5.378 residenti dell’area metropolitana di Worcester, ospedalizzati con una diagnosi di infarto miocardico acuto tra il 1995 ed il 2003.

L’anemia era presente nel 31.3% dei pazienti che sono stati ospedalizzati con infarto miocardico acuto.

La mortalità e le complicanze emorragiche sono risultate correlate alla presenza di anemia al ricovero per tutti i tipi di infarto miocardico.

In un modello multivariato, l’odds ratio per gli eventi avversi per i pazienti che avevano anemia ( rispetto a coloro che, invece, non l’avevano ) è stato 1.43 per la mortalità ospedaliera e 3.57 per il sanguinamento maggiore.

Lo sviluppo di shock non era invece associato alla presenza di anemia ( odds ratio, OR = 0.89 ).

Lo studio ha mostrato che le complicanze emorragiche sono uno dei principali fattori alla base dell’aumentata mortalità tra i pazienti anemici con infarto miocardico acuto. ( Xagena2005 )

Dauerman HL et al, Am J Cardiol 2005; 96: 1379-1383


Cardio2005


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