Aggiornamenti in aritmologia
52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

Associazione dell'attività fisica e sessuale episodica con lo scatenamento di eventi cardiaci acuti


Osservazioni precedenti hanno suggerito che l’attività fisica e sessuale possono rappresentare l’innesco di eventi cardiaci acuti.

È stata effettuata una revisione della letteratura per valutare l’effetto dell’attività fisica e sessuale episodica sugli eventi cardiaci acuti utilizzando dati derivati da studi caso-crossover che hanno valutato l’associazione tra queste attività episodiche e infarto miocardico o la mortalità cardiaca improvvisa.

Sono stati identificati 10 studi che hanno valutato l’attività fisica episodica, 3 studi l’attività sessuale e 1 studio che ha valutato entrambe le situazioni.
Gli esiti di interesse erano infarto del miocardio ( 10 studi ), sindrome coronarica acuta ( 1 studio ) e morte cardiaca improvvisa ( 3 studi ).

L’attività fisica e sessuale episodica è risultata associata a un aumento del rischio di infarto miocardico ( RR=3.45; e RR=2.70, rispettivamente ), mentre l’attività fisica episodica è risultata correlata a morte cardiaca improvvisa ( RR=4.98 ).

L’effetto del fattore scatenante sul tasso assoluto di eventi è risultato limitato poichè l'esposizione ad attività fisica e sessuale è poco frequente e i suoi effetti sono transitori; l’aumento nel rischio assoluto associato all’aggiunta di 1 ora di attività fisica o sessuale alla settimana è stato stimato come da 2 a 3 per 10.000 persone-anno per infarto del miocardio e 1 per 10.000 persone-anno per morte cardiaca improvvisa.

I livelli abituali di attività hanno influenzato in modo significativo l’associazione tra attività fisica episodica e infarto miocardico ( P<0.001 ), attività fisica episodica e mortalità cardiaca improvvisa (P<0.001 ) e attività sessuale e infarto del miocardio ( P=0.04 ); in tutti i casi, individui con livelli di attività fisica abituali più bassi hanno mostrato un aumento del rischio relativo di un effetto scatenante.

Per ogni periodo di tempo aggiuntivo a settimana di esposizione di un individuo ad attività fisica, il rischio relativo di infarto del miocardio è diminuito di circa il 45% e quello di mortalità cardiaca improvvisa del 30%.

In conclusione, gli eventi cardiaci acuti sono risultati significativamente associati ad attività fisica e sessuale episodica; questa associazione è risultata attenuata tra le persone con alti livelli di attività fisica abituale. ( Xagena2011 )

Dahabreh IJ, Paulus JK, JAMA 2011; 305: 1225-1233


Cardio2011


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